Scleroembolizzazione del varicocele maschile
- 26 feb
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Il varicocele è una delle patologie più frequenti dell’apparato genitale maschile. È presente in circa il 15% della popolazione generale e in una percentuale più elevata — fino a un terzo o più — negli uomini che presentano difficoltà riproduttive, come riportato dalle principali linee guida internazionali in ambito urologico e andrologico.
Non sempre rappresenta un problema clinico rilevante. In molti casi è una condizione silente, che non richiede trattamento. Tuttavia, quando il varicocele diventa sintomatico o si associa a un’alterazione documentata della qualità del liquido seminale, può avere un impatto concreto sulla qualità della vita e sul potenziale riproduttivo.
In questo contesto, la radiologia interventistica offre oggi una soluzione efficace e mini-invasiva: la scleroembolizzazione del varicocele, una procedura che corregge il reflusso venoso patologico senza ricorrere alla chirurgia, in anestesia locale e con tempi di recupero rapidi.
Che cos'è il varicocele?
Il varicocele è una dilatazione patologica delle vene del plesso pampiniforme, la rete venosa che drena il sangue dal testicolo. È più frequente a sinistra per motivi anatomici, legati al diverso sbocco della vena spermatica nel sistema venoso centrale. In condizioni normali, le valvole venose impediscono al sangue di refluire verso il basso. Quando questo meccanismo non funziona correttamente, il sangue ristagna intorno al testicolo. Questo ristagno può determinare:
aumento della temperatura testicolare
ridotta ossigenazione dei tessuti
incremento dello stress ossidativo
possibile alterazione della produzione e della qualità degli spermatozoi
Nel tempo, tali meccanismi possono influire sulla fertilità e, nei casi più marcati, anche sulla vitalità del tessuto testicolare.
Quali sono i sintomi e quando è importante intervenire?
Il varicocele può essere del tutto asintomatico. Spesso viene diagnosticato durante una visita urologica di controllo o nel corso di accertamenti per infertilità. Quando è clinicamente significativo, può manifestarsi con:
dolore sordo o fastidio testicolare, soprattutto dopo attività fisica prolungata o a fine giornata
senso di peso o tensione a livello scrotale
asimmetria o riduzione del volume di un testicolo
alterazioni dello spermiogramma (numero, motilità o morfologia degli spermatozoi)
L’indicazione al trattamento viene presa in considerazione in presenza di:
dolore persistente che interferisce con le attività quotidiane
infertilità documentata associata ad alterazioni seminali
segni di sofferenza o riduzione del volume testicolare
La decisione terapeutica è sempre personalizzata e si basa su valutazione clinica, ecocolordoppler scrotale e inquadramento andrologico complessivo.
Perché la scleroembolizzazione è una soluzione efficace
La scleroembolizzazione del varicocele è una procedura endovascolare che interrompe in modo selettivo il reflusso venoso patologico responsabile della dilatazione. Attraverso un piccolo accesso venoso periferico — generalmente al braccio o all’inguine — il radiologo interventista introduce un catetere di calibro millimetrico e lo guida, sotto controllo radiologico, fino alla vena spermatica interessata. Una volta identificato il punto di reflusso, si procede all’occlusione mirata mediante:
spirali metalliche (coils),
agenti sclerosanti,
oppure una combinazione delle due tecniche.
L’obiettivo è chiudere esclusivamente le vene responsabili, preservando il restante sistema venoso sano e la fisiologica vascolarizzazione del testicolo. La procedura viene eseguita in anestesia locale, in ambiente angiografico e con monitoraggio continuo. Non sono necessari tagli chirurgici né punti di sutura. La durata media è di circa 30–45 minuti e, nella maggior parte dei casi, il paziente rientra a domicilio nella stessa giornata. I benefici documentati includono:
significativa riduzione del dolore nei pazienti sintomatici
miglioramento dei parametri seminali nei casi di infertilità associata
basso tasso di complicanze
rischio di recidiva sovrapponibile o inferiore rispetto alla chirurgia tradizionale
Un ulteriore vantaggio è la possibilità di trattare eventuali varicoceli bilaterali nella stessa seduta, senza aumentare l’invasività complessiva dell’intervento. Il recupero è generalmente rapido: le normali attività quotidiane possono essere riprese in breve tempo, evitando sforzi intensi solo per alcuni giorni.

Caso clinico
Un uomo di 32 anni, in buona salute e senza disturbi particolari, si è rivolto a me insieme alla compagna dopo alcuni mesi di tentativi di concepimento senza successo. Non aveva dolore, non avvertiva fastidi importanti. Come accade spesso, il varicocele non dava segnali evidenti. È stato durante i diversi accertamenti per infertilità che è emerso il problema: un varicocele sinistro di grado elevato. Gli esami hanno mostrato due elementi significativi:
una riduzione del volume del testicolo sinistro, segno di iniziale sofferenza
un’alterazione marcata dello spermiogramma, con riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi
In altre parole, il reflusso venoso stava creando un ambiente meno favorevole alla funzione testicolare. Il ristagno di sangue e l’aumento della temperatura locale possono, nel tempo, compromettere la qualità del liquido seminale.
La situazione è stata discussa in modo condiviso con l’urologo di riferimento. In presenza di un varicocele avanzato associato ad alterazioni seminali documentate, il trattamento diventa una scelta razionale, orientata a proteggere la funzione riproduttiva.
Abbiamo quindi proposto una scleroembolizzazione del varicocele, una procedura mini-invasiva che consente di chiudere selettivamente le vene responsabili del reflusso, senza incisioni chirurgiche.
L’intervento è stato eseguito in anestesia locale, in regime di day hospital. Attraverso una piccola puntura a livello inguinale è stato inserito un sottile catetere, guidato fino alla vena spermatica. Una volta individuato il punto di reflusso, è stato iniettato un agente sclerosante per occludere le vene patologiche, preservando la restante circolazione. La procedura è durata meno di un’ora e il paziente è rientrato a casa lo stesso giorno.
Al controllo ecocolordoppler dopo un mese, il reflusso risultava completamente assente. Le vene patologiche erano chiuse e la vascolarizzazione del testicolo conservata. Dal punto di vista clinico, il meccanismo che stava determinando la sofferenza testicolare era stato interrotto.
Questo non significa che la fertilità migliori automaticamente in ogni caso — ogni percorso è individuale — ma eliminare la causa del sovraccarico venoso rappresenta un passaggio importante per stabilizzare la funzione testicolare.
La coppia ha potuto così proseguire con maggiore serenità il proprio percorso, con la consapevolezza di aver affrontato in modo mirato una delle possibili cause di difficoltà.
Un approccio moderno alla patologia venosa testicolare
La scleroembolizzazione del varicocele rappresenta un esempio concreto di come la radiologia interventistica possa offrire soluzioni mirate, sicure, efficaci e mini-invasive per una patologia frequente, con un impatto minimo sul paziente e tempi di recupero brevi.
In presenza di dolore persistente o difficoltà riproduttive, una valutazione specialistica consente di definire con precisione l’indicazione al trattamento e di individuare la strategia più appropriata, in un’ottica integrata e basata sulle evidenze scientifiche.

